| |
|  Sarebbe un mapponcino bello pesante, in effetti - e a tratti lo e' - se non fosse per la mente sapiente di Marco Bellocchio e la strepitosa fotografia di Daniele Cipri', il mago del bianconero di Cinico Tv. Commovente Giovanna Mezzogiorno, rocciosa, innamorata, mai debole di fronte al tradimento di vita dell'uomo che aveva sposato e a cui aveva dato il primogenito Benito Albino. Ida Dalser, prima moglie di Mussolini, brillante signorina indipendente e piuttosto ricca, che aveva venduto tutti i propri averi per permettere al futuro Duce di affrancarsi dal socialista "Avanti!" per fondare il proprio giornale estremo, autonomo e interventista (1a guerra mondiale) "Il popolo d' Italia". Tanto diversa e lontana le mille miglia dalla consorte ufficiale, la contadina Rachele che teneva le galline nella residenza di palazzo Venezia. Ma mi perdo nella storia...  Da cornice sono le scene di sesso fra la morbida Ida, completamente perduta in questo amore piu' che legitttimo, e il robotico Benito, che anche nei momenti di passione ha lo sguardo lontano e "oltre". Suscita scoramento la frase che Bellocchio mette in bocca al Duce quando Ida gli comunica di essere incinta: - Meglio un battesimo che un funerale - Mussolini, da giovane, fa paura non meno che da attempato, interpretato da un fustacchione come Filippo Timi con una bella chioma corvina. Forse anche di piu'. Gli inserti dei filmati originali Istituto Luce sono il "non plus ultra"
Insomma, il mappone si sopporta... ma resta l'amaro - anche in riferimento ai giorni attuali - del "Come e' potuto accadere tutto questo?" Come e' potuto avvenire che nessuno fermasse la distruzione della moglie e del figlio da parte di Uno che si dichiarava protettore dei valori della famiglia? Ida e Benito Dalser, a cui fu tolto persino il cognome del padre, morirono nei due diversi manicomi in cui furono rinchiusi, separati per sempre, rispettivamente a 57 e 26 anni. Come sappiamo, la fine del Duce non fu migliore, ma almeno ne fu l'artefice.
Non so... vedetevelo se volete. A me, mi ha lasciato un amarone-one nelle corde.
gio' "Cuncè, 'nserra!" (Eduardo De Filippo, "Natale in casa Cupiello") Quando da noi fiorivano la Magna Grecia e la Scuola Eleatica, da loro mangiavano ancora carne cruda (excite) Non ho paura del Berlusconi in se', ho paura del Berlusconi in me (Giorgio Gaber)
|
| | |