Sto facendomi una cultura di canzoni e cantanti Spagnoli.
Questa, tristerrima, mi piace moltissimo e voglio condividerla con voi amebe
Giovedì (11 de Marzo)
Se fossi più bella,
e un poco più furba,
se fossi speciale,
se fossi da rivista,
avrei il coraggio
di attraversare il vagone
e chiederti chi sei.
Ti siedi di fronte
e neanche immagini
che porto per te
la mia gonna più bella
e vedendoti lanciare
uno sbadiglio al vetro
si inondano le mie pupille.
E all’improvviso mi guardi,
ti guardo e sospiri,
Io chiudo gli occhi,
tu distogli la vista,
Appena respiro,
mi faccio piccolina
e mi metto a tremare.
E così passano i giorni,
dal lunedì al venerdì,
come le rondini
della poesia di Bécquer
e di stazione in stazione
di fronte io e te
va e viene il silenzio.
E all’improvviso mi guardi,
ti guardo e sospiri,
Io chiudo gli occhi,
tu distogli la vista,
Appena respiro,
mi faccio piccolina
e mi metto a tremare.
E allora succede:
si svegliano le mie labbra,
pronunciano il tuo nome
balbettando,
Suppongo che pensi
che ragazza stupida
e vorrei sprofondare.
Ma il tempo si ferma
e ti avvicini dicendo:
Io non ti conosco ancora
e già mi mancavi
ogni mattina rifiuto il diretto
e scelgo questo treno.
E stiamo già arrivando,
la mia vita è cambiata
è un giorno speciale
questo 11 marzo
Mi prendi la mano,
arriviamo ad un tunnel
che spegne la luce.
Ti trovo la faccia
grazie alle mie mani,
Mi faccio coraggiosa
e ti bacio sulle labbra
Dici che mi ami
e io ti regalo
l’ultimo soffio del mio cuore.
* * *
Jueves (11 de Marzo)
Si fuera más guapa
y un poco más lista,
si fuera especial,
si fuera de revista,
tendría el valor
de cruzar el vagón
y preguntarte quién eres.
Te sientas enfrente
y ni te imaginas
que llevo por ti
mi falda mas bonita,
y al verte lanzar
un bostezo al cristal
se inundan mis pupilas.
De pronto me miras,
te miro y suspiras,
yo cierro los ojos
tu apartas la vista,
apenas respiero
me hago pequeñita
y me pongo a temblar.
Y asi pasan los dias
de lunes a viernes,
como las golondrinas
del poema de Bécquer,
de estaciona estacion,
de frente tu y yo
va y viene el silencio.
De pronto me miras,
te miro y suspiras,
yo cierro los ojos
tu apartas la vista,
apenas respiero
me hago pequeñita
y me pongo a temblar.
Y entonces ocurre,
despiertan mis labios,
pronuncian tu nombre
tartamudeando,
supongo que piensas
que chica mas tonta,
y me quiero morir.
Pero el tiempo se para,
te acercas diciendo,
yo aun no te conozco
y ya te echaba de menos,
cada mañana rechazo el directo
y elijo este tren.
Y ya estamos llegando,
mi vida ha cambiado,
un dia especial
este 11 de marzo,
me tomas la mano,
llegamos a un tunel
que apaga la luz.
Te encuentro la cara
gracias a mis manos,
me vuelvo valiente
y te beso en los labios,
dices que me quieres
y yo te regalo
el ultimo soplo de mi corazón.


* * *
"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio
che non vivano della loro segretezza.
Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli
agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via.
La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente,
ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri"
(Joseph Pulitzer)
Molta follia è divino buonsenso, per chi sa vedere. Molto buon senso completa la follia.
Ma è la maggioranza che prevale, in questo come in tutto il resto.
Acconsenti ? Sei sano di mente. Obietti ? Sei pericoloso, e certo si farà bene a incatenarti subito. (Emily Dickinson)